MATERIALI e DOCUMENTI per LA STORIA DEL DOPOVAJONT / 6
RICOSTRUZIONE e RIPRESA ECONOMICA: il ruolo degli APPARATI PUBBLICI a cura di Agostino Amantia
La messa in opera del programma di ricostruzione richiese l'intervento di un numero elevato di unità organizzative, ciascuna delie quali si trovò a fronteggiare problemi tecnici, sociali e amministrativi di natura diversa. Ad essere mobilitati furono soprattutto gli apparati centrali e periferici dei ministeri dell'Interno, dei Lavori Pubblici e dell'Industria, nelle cui competenze ricadevano l'attività di assistenza, la ricostruzione abitativa e la ricostruzione economica. La varietà dei modelli burocratici secondo cui le singole unità erano strutturate e le difficoltà di comunicazione tra di esse furono certamente all'origine delle disfunzioni che caratterizzarono la prima fase di attuazione.
In effetti, a due anni dalla catastrofe, la visione che si presentava a chi si fosse trovato a passare per Longarone era di un immutato e desolante squallore. Tra le cause che ritardavano l'iter della ricostruzione, il prefetto di Belluno Petroccia indicava le continue modifiche a cui era stata sottoposta la legislazione speciale, le difficoltà ambientali incontrate dagli estensori del piano e la tendenza dei singoli apparati a perseguire i propri obiettivi di settore.
L'azione di coordinamento da lui avviata puntò perciò a contrastare tale tendenza portando allo stesso tavolo i rappresentanti degli uffici statali e dei comuni interessati. Fin dalle prime riunioni collegiali tenutesi in prefettura e presso il comune di Longarone per dirimere le controversie insorte nella prima fase di ricostruzione apparve evidente come il deficit di attuazione fosse prodotto dalla struttura della catena di esecuzione e dall'ambiguità del programma, affidato ad una rete di agenzie legate da relazioni di dipendenza, anzichè a una sola agenzia.
A livello centrale l'azione di coordinamento fu assunta da un apposito ufficio istituito presso la presidenza del Consiglio dei Ministri dopo la visita a Longarone del presidente del Consiglio Aldo Moro (24 Agosto 1965). L'Ufficio Coordinamento Vajont funzionò come una struttura specializzata per rispondere alle numerose esigenze poste dalla ricostruzione, proponendosi anche come la sede più adatta per stabilizzare i rapporti tra i rappresentanti dei diversi ministeri chiamati a collaborare. L'ipotesi che in tale contesto il ruolo degli apparati pubblici possa essere assimilato a quello di altri attori che intervennero nel processo di ricostruzione facendosi portatori di preferenze, strategie ed interessi propri potrebbe essere avanzata fin da adesso.L'analisi dei verbali del Comitato Interministeriale Vajont mostra, in effetti, come gli scambi che si realizzarono nel contesto di tale arena decisionale abbiano fatto emergere la dimensione politica del processo di attuazione e come il gioco di mosse e contromosse, di scambi informali e di negoziazione, abbia costituito la base sulla quale si innestarono gli accordi tra ministeri e apparati diversi. Il documento che presentiamo, sintesi dello stato di avanzarnento dei lavori di ricostruzione a giugno 1966, mostra invece come gr.n1 partc delle difficoltà presenti un anno prima fossero state superate proprio grazie all'intervento della presidenza del Consigiio dei NIinistri. Decisivo si era rivelato anche l'impulso dato all'opera di ricostruzione dal prefetto di Belluno, Publio Petroccia.
DOCUMENTO
PREFETTURA DI BELLUNO
n.694/20-2 = GAB.
Belluno, 17 giugno 1966
OGGETTO: Relazione sull opera di ricostruzione delle zone devastate dalla catastrofe del Vajont.ALL'ON. PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
R O M ACon la recente emanazione del Decreto Legge 9 Maggio 1966, nr. 258, può ritenersi conclusa la fase di riordinamento e completamento della legislazione a favore delle popolazioni colpite dal disastro del Vajont, mentre si aprono nuove e più concrete prospettive per l'opera vera e propria di ricostruzione. Decisivo è stato, a tal riguardo, l'intervento di codesta onorevole Presidenza che, coordinando l'azione degli organi interessati centrali e periferici, ha consentito, in numerose riunioni tenute presso la propria Sede, l'approfondito studio e l'approntamento, nelle linee sostanziali, dello schema di legge e delle istruzioni ministeriali atte a rimuovere i molteplici inconvenienti già riassunti da questa Prefettura nella relazione n. 303/20-2 del 10 settembre 1965, rassegnata a seguito della visita del Presidente del Consiglio a Longarone.
Nella convinzione che il nuovo strumento legislativo e, sopratutto, lo spirito di attiva collaborazione di tutti gli organi competenti, daranno determinante impulso all'opera di ricostruzione, questa Prefettura ritiene intanto di riferire sulla situazione attuale nei vari settori di intervento.1) PIANI URBANISTICISuperate le difficoltà connesse alla rielaborazione del piano regolatore particolareggiato di Longarone per adeguarlo alle oscervazioni formulate dal Ministero dei Lavori pubblici e per renderlo più aderente alle esigenze locali, possono considerarsi rimosse le difficoltà di carattere urbanistico che ancora si frapponevano alla ricostruzione del centro più colpito. La situazione attuale può così riassumersi: i Comuni di Longarone e Castellavazzo dispongono del Piano regolatore generale, approvato con D.M. n. 3760 del 7 giugno 1964.
Inoltre sono stati approvati il Piano particolareggiato di esecuzione di Castellavazzo con D.M. n. 2994 del 6 luglio 1965 e quello di Longarone con DD.MM n. 2233 dell'11 maggio 1965 e, da ultimo, n.1502 del 29 marzo 1966.In relazione al previsto trasferimento parziale dell'abitato di Erto e Casso nell ambito del territorio di Ponte nelle Alpi, quest'ultimo Comune ha adottato, ai sensi dell'art. 1 della legge 26.6.1965, n.785, il relativo piano di fabbricazione, alla cui approvazione è già stato provveduto con D.M. n. 389 del 24 gennaio 1966. Anche il Comune di Belluno, nell'attesa che venga emanato il Decreto Interministeriale, previsto dall'art. 3 della legge 31/5/1964, n. 357, per il trasferimento degli abitati di Borgo Piave (parziale), Lanta e Lambioi, ha già adottato piano particolareggiato relativo al trasferimento stesso. Detto piano è stato approvato da questa G.P.A. il 3 maggio u.s., ma l'ulteriore corso della pratica è subordinato alla emanazione del cennato provvedimento interministeriale. Infine, per quanto concerne il piano comprensoriale per la Provincia di Belluno previsto dall'art.3 della legge 31/5/1964, nr. 357, i relativi elaborati sono stati già rassegnati dagli urbanisti incaricati dal Ministero dei LL.PP. e sono attualmente all'esame dei 29 Comuni interessati, in vista di una prossima riunione dell'Assemblea Consorziale che dovrà pronunziarsi circa l'adozione del piano stesso.
Si ritiene opportuno aggiungere che, per dotare la zona industriale di Longarone dei necessari servizi, occorrerà adottare un piano particolareggiato che preveda il collegamento della zona stessa alle reti idriche, fognarie, elettriche e stradali, in modo che l'Amministrazione dei LL.PP. possa intervenire per la realizzazione di tali infrastrutture esterne. Il Comune deciderà nei prossimi giorni se, per la redazione di tale piano, debba interessare il Ministero dei LL.PP. ai sensi dell'art. 1, secondo comma, della legge 6.12.1964, n. 1321, ovvero se non sia più opportuno provvedervi direttamente.2) OPERE DI SISTEMAZIONE IDRAULICA
Nella zona di Longarone sono state eseguite opere di difesa per un importo totale di lire 614 milioni e sono stati realizzati complessivamente circa 4.100 metri di muri di sponda. Sono in corso di approvazione due perizie di lavori analoghi per un importo di lire 220 milioni, mentre è in avanzata fase di progettazione la sistemazione del torrente Maè per un importo presuntivo di lire 220 milioni. A valle della zona di Longarone e fino a Fener sono state ripristinate ed integrate le opere di difesa idraulica del corso del Piave con una spesa complessiva di lire 630 milioni circa.
3) INFRASTRUTTURE PRIMARIE
A Longarone sono stati eseguiti km 12.100 di strade comprendenti due ponti sul fiume Piave della lunghezza complessiva di ml. 590 per un importo contrattuale di lire 1.570.558.000, di cui già spese lire 1.300.000.000 circa. Rimangono da eseguire alcuni lavori di bitumatura per i quali si attende la stagione favorevole. Sono inoltre in corso di costruzione n. 2 strade per una lunghezza complessiva di circa km 4.000, una a servizio della zona del Parco e l'altra a servizio della zona residenziale di Pirago con allacciamento alla frazione Muda-Maè.
L'importo complessivo di contratto è di lire 154.635.650, di cui già spese circa lire 40.000.000. Sono in corso di progettazione le scalinate per il collegamento della via Roma con la strada per la zona residenziale alta di Longarone per un importo presunto di lire 150.000.000. Sono pure in corso di progettazione piccoli tronchi stradali a servizio delle zone residenziali sul Colle Vienna, Pianet, Villa Bonato, Colle Bez ecc. il cui importo è ancora da determinare.
Per quanto concerne l'acquedotto, sono state messe in opera tutte le tubazioni principali che alimentano la zona destinata alla ricostruzione. Rimangono da porre in opera tubazioni secondarie, bocche antincendio ecc. per un importo di circa lire 50 milioni. L'importo contrattuale è di lire 130 milioni. È già stata costruita e collaudata la nuova opera di presa per l'acqua potabile che servirà anche il Comune di Castellavazzo. La spesa sostenuta è di lire 28.637.560.
Le fognature e le opere di scarico delle acque piovane sono state completate nella loro parte essenziale con una spesa di lire 437.750.000 circa su un importo contrattuale di L. 514.972.125. Rimangono da eseguire gli attraversamenti della sede ferroviaria, le opere di depurazione e modesti collettori secondari. Complessivamente sono stati posti in opera km 11 di condotte delle quali circa km 8 in grès ceramico. Per la sistemazione delle aree da adibire all'edilizia privata è stata impegnata la somma di lire 402.530.000. Poiché detti lavori vengono eseguiti a richiesta dei privati e in armonia con la tipologia edilizia che il Comune sta elaborando, sono state finora spese solamente lire 3.500.000 ma si prevede che fra breve si potrà intervenire in forma massiccia anche in questo campo.
A Castellavazzo sono state appaltate e recentemente iniziate le opere stradali relative alle zone residenziali di Castellavazzo e Codissago per un importo contrattuale di lire 136.104.000. È in corso di progettazione la ricostruzione del Ponte Malcolm, sul F. Piave, lungo la strada Codissago - Castellavazzo, per un importo di circa lire 190.000.000. Sono stati appaltati e presto saranno iniziati i lavori di fognatura e l'acquedotto per Castellavazzo e Codissago per un importo contrattuale di lire 255.850.000.
A Ponte nelle Alpi è in via di ultimazione la progettazione delle infrastrutture (strade. acquedotto e fognature) per il trasferimento di una comunità Ertana in località Madonna Vedoia a Polpet. L'importo di progetto per tali opere ammonta a L. 230.000.000.4) EDILIZIA PUBBLICA
È stato ultimato ed è già funzionante il nuovo edificio per le scuole elementari di Longarone, che ha comportato una spesa di lire 143.700.000. Sempre a Longarone sono stati recentemente appaltati i lavori per la costruzione della nuova scuola Professionale per Maestranze, il cui importo progettuale di lire 335.000.000 sarà finanziato per lire 286.897.605 con i fondi raccolti dal "Corriere della Sera" e per lire 48.102.395 (espropriazione e sistemazione dell'area) dall'Amministrazione dei Lavori Pubblici.
In base ad una convenzione intervenuta con il Ministro dei Lavori Pubblici, l'ISES si è assunto l'incarico diella progettazione ed esecuzione di numerosi edifici pubblici in Longarone per un importo complessivo di lire 1.100.000.000.
Ha già provveduto alla progettazione del Mercato Generale coperto (138 milioni) e dell'edificio per le Poste, Telegrafi e Telefoni con adiacente autostazione (132 milioni). Tali progetti hanno riportato il parere favorevole del Comitato Tecnico Amministrativo da parte del Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche. È in corso la redazione dei progetti concernenti tutte le altre opere, tranne la Chiesa, comprese nella cennata convenzione: Asilo Infantile, Scuola Media, restauro del Municipio, sede della Ripartizione Tecnica del Comune e Ufficio di Collocamento, Caserma dei Carabinieri e delle Guardie di Finanza, Caserma dei Vigili del Fuoco e delle Guardie Forestali, Poliambulatorio Comunale, sede dell'O.N.M.I., Centro Culturale.5. EDILIZIA POPOLARE
A Longarone sono in fase di avanzata costruzione, a cura dello IACP, che funge da stazione appaltante, un fabbricato con 8 alloggi della GESCAL per lire 100.000.000 e un fabbricato con 5 alloggi del Comune per lire 62.000.000.
A cura dell'ISES sono altresì in corso i lavori di costruzione di due edifici con 10 alloggi ciascuno a Longarone per l'importo, rispettivamente, di lire 75.000.000 e di lire 100 milioni, e di un edificio con 4 alloggi a Castellavazzo per l'importo di lire 25.000.000. Pure a Castellavazzo il Comune ha indetto per il 18 c.m. la gara per l'appalto dei lavori di costruzione, in località Codissago, di un fabbricato con 9 alloggi, la cui spesa di lire 50 milioni è finanziata con i fondi raccolti e messi a disposizione dal "Corriere della Sera".
Di prossima realizzazione è, infine, il programma dello IACP che comporta la costruzione di tre fabbricati con 56 alloggi e 7 negozi a Longarone capoluogo e di due fabbricati con 8 alloggi nella frazione di Fortogna, con una spesa complessiva di lire 500 milioni. Tale programma fa seguito a quello già realizzato dallo stesso Istituto in Borgo Piave di Belluno, consistente nella costruzione di un fabbricato con 26 alloggi, 23 dei quali sono stati assegnati a famiglie del luogo rimaste senza tetto in seguito al disastro. La spesa di lire 133 milioni è stata coperta in parte (lire 29 milioni) con i fondi della solidarietà.6. EDILIZIA PRIVATA
Per l'assegnazione delle aree ai fini della ricostruzione di unità immobiliari private a Longarone sono state presentate numero 312 domande. Su n.187 l'apposita Commissione Provinciale consultiva si è espressa favorevolmente e per n. 63 è già intervenuto il provvedimento di assegnazione da parte del Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche. Sono in corso d'istruttoria presso la Commissione Provinciale le restanti n.l25 domande. I lavori in corso o già ultimati si riferiscono alla riparazione di n.34 unità immobiliari e alla ricostruzione di n. 15 unità (3 a Longarone, 3 a Castellavazzo e 9 in altri Comuni del Comprensorio), per un importo complessivo di lire 205.375.423, di cui lire 93.574.065 già corrisposte in acconto o a saldo. Si rileva, in questa prima fase, la tendenza da parte degli interessati di ricostruire le proprie unità immobiliari in località diverse da quelle sinistrate.
Tale fenomeno è da mettere in relazione con le difficoltà che ancora si frappongono, come sarà meglio illustrato nel successivo punto (14), alla sistemazione della zona industriale di Longarone e conseguentemente all'insediamento in loco di attività produttive. È intuitivo infatti che lo sviluppo dell'edilizia privata è in stretta connessione con le possibilità di lavoro e che, fino quando tali possibilità non si delineino in maniera concreta, gli interessati preferiranno ricostruire le proprie unità laddove, per le condizioni economiche e di mercato, possano ricavarne un maggiore e più sicuro reddito.7. STRADE STATALI
L'ANAS ha già da tempo provveduto alla ricostruzione del tratto della S.S. n.51 compreso tra Fortogna e Longarone Nord, con una spesa di lire 800 milioni. Recentemente ha appaltato i lavori di ricostruzione della S.S. 251 nel tratto Erto - Castellavazzo, per un importo di lire 838 milioni. Tale opera consentirà la normalizzazione delle comunicazioni tra la Valle del Piave e il versante Udinese, attraverso la Val Cellina, comunicazioni che dopo il disastro del Vajont sono state assicurate, in maniera però del tutto precaria, mediante l'occupazione di una strada privata di proprietà della Società "Unione Cementi Marchino' congiungente Codissago con la cava "dei Pascoli".
8) ESPROPRIAZIONI
Un particolare cenno merita il lavoro inerente all'acquisizione delle aree occorrenti per la realizzazione delle varie opere pubbliche, per la ricostruzione dell'edilizia privata e per la formazione dei nuclei di industrializzazione. A tal fine sono state impegnate somme per oltre un miliardo di lire e alle esigenze che si sono man mano presentate si è subito provveduto con l'emissione di decreti di occupazione temporanea d'urgenza. Le procedure d'espropriazione, che erano state sospese dopo la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 12 della legge 18 aprile 1962, n. 167, richiamato dalla legislazione del Vajont, sono state riprese in seguito all'emanazione del Decreto Legge 9/5/1966, n. 258, col quale sono stati rimossi, per quanto riguarda la determinazione dell'indennità di espropriazione, i motivi di censura già formulati dalla Corte Costituzionale.
Tali procedure interessano diverse migliaia di particelle catastali e alcune di esse dovranno essere riprese dall'inizio, mancando l'esatta corrispondenza dei terreni effettivamente da es